Tango… Il fascino dell’imperfezione

 

Ogni martedì è diverso dall’altro, ogni singola lezione è unica e porta con sè la suspanse dell’effetto sorpresa.

Fai i conti con la tua giornata che a volte ti ha messo in centrifuga, a volte ti ha reso stralunato, e altre ti ha caricato talmente tanto a molla da perdere la via del ritorno. Così, con questo biglietto da visita ti presenti al TANGO e a ciò che ne comporta il suo studio.

Appena fuori, dietro la tenda rossa che ti separa dalla lezione precedente, cerchi di indovinare l’argomento che ti metterà alla prova e allo stesso tempo in profonda connessione con  te stesso. Ti infili le scarpe consapevole che raramente hai azzeccato, ma che ogni passo o tema affrontato non è mai stato privo di senso.

 

 

Perché ogni volta la tenda rossa si apre ed è il tuo turno, ogni volta sei convinto di stare per apprendere la tecnica e invece il TANGO finisce sempre per suggerirti la vita, con tutte le sbavature del caso. Ti ostini a ricercare l’immediata perfezione di un gesto, e il TANGO ti ricorda che quel movimento racconta di te: la somma di tante piccole, straordinarie IMPERFEZIONI.

Puoi pensare per un attimo che tutto si riduca ad una COLGADA in perfetto fuori asse o all’esecuzione da manuale di una CADENA di SACADAS, e invece c’è molto di più. C’è la possibilità di sbagliare, la fortuna di imbatterti nell’ERRORE, quel disequilibrio perfetto che ti porta sempre a spingerti oltre e a scoprire risorse mai conosciute prima.

Appena hai capito di aver superato la prova e di aver fatto pace con te stesso, il TANGO ti ricorda che non sei affatto solo. Ti si palesa davanti qualcun’ altro con la sua storia del tutto personale, riassunto di altrettante, meravigliose IMPERFEZIONI.

Ti potrà raccontare l’allegria di un bambino che si dondola scalzo sulle note di un concerto estivo, la rabbia di non lasciarsi decifrare, la nostalgia di quelle dita sul suo viso, o la felicità scoppiettante di una gita al mare di fine gennaio. E sarà comunque la VITA, con le sue contraddizioni, a scorrere in ogni passo.

Il TANGO come una SINTONIA IMPERFETTA tra due mondi che cercano di parlare l’uno all’altro, ma che solo a volte riescono a comprendersi. Una comunicazione fatta di giocosi fraintendimenti che generano continue e inaspettate soluzioni. La bellezza che nasce da ogni incomprensione e dal tentativo di trasformare un ERRORE in una nuova forma di dialogo.

 

 

“La tecnica perfetta, alla fine è solo tecnica. E’ una bambola di porcellana incontaminata a cui non succede nulla, non cambia con il tempo, brilla sempre, non sbaglia, non soffre, non ride neanche; semplicemente non vive.”  (D. Braude )

 

E per leggerne di più sul tema… “Bailar asì (con mugre)”  di Diego Braude.  http://www.pucheronews.com/bailar-asi-con-mugre/   

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